Gianfranco Pintore
Epigrafia allo sbaraglio PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Pittau   
Mercoledì 02 Dicembre 2009 11:46

di Massimo Pittau


Di certo i frequentatori di questo blog si saranno stupiti per la maniera irruente e offensiva con cui Gigi Sanna ha risposto ad alcune semplici domande che gli ho posto riguardo alle ormai famigerate tavolette di Tzricottu e si saranno chiesti quale sia la vera ragione di questo suo modo di fare, mentre fino all’altro ieri non faceva altro che lodarmi. La ragione è presto detta. È da premettere che il Sanna è solito presentare le sue vere o presunte scoperte epigrafiche in un modo logorroico e superspecialistico: sia nelle sue conferenze sia nei suoi scritti egli parla, parla e parla ancora, ottenendo il risultato di prendere per stanchezza, ma anche di stupire i suoi ascoltatori e lettori, i quali prendono i suoi discorsi, pieni di vocaboli difficilissimi - alcuni dei quali creati da lui stesso - come prove certe di una vastissima cultura e di una grande profondità. Ma questo avviene da parte dei lettori o ascoltatori che possono anche avere una vasta cultura generale, ma non si intendono affatto di linguistica e di epigrafia, che sono discipline molto specialistiche.
Ed io comincio con l’osservare che finora non c’è stato un solo vero cultore di linguistica e di epigrafia che abbia preso sul serio le strabilianti proposte epigrafiche del Sanna.
Egli ormai ce l’ha fortemente con me per la ragione che, dato che i miei titoli e i miei scritti assicurano che la linguistica e la epigrafia la conosco molto meglio di lui, avviene che quando io, sorvolando il suo ciarpame logorroico (non logogrammico!) di asserzioni definitive e di paroloni misteriosi, gli faccio domande semplici ma essenziali, egli non risponde. Ad es. io gli ho proposto questa semplice ma cruciale domanda: «In quale alfabeto sono scritte le tavolette di Tzricottu?», ma lui non ha risposto affatto; anzi, peggio, ha fatto intendere che esse sono costituite di “logogrammi”, “logopittogrammi” e sono scritte con “segni alfabetici protosinaitici, protocananei, gublitici, fenici arcaici e ugaritici” (suoi vocaboli testuali). E un tale guazzabuglio di sgorbi entrerebbe nello spazio di pochi centimetri quadrati di superficie delle sue tavolette!
Io dichiaro pubblicamente che sono pronto a regalare tutto quanto ho nel mio conto in banca (anche se è poco) a colui che presenterà un solo sicuro esempio di iscrizione, in una qualsiasi lingua, che presenti non tutti quegli elementi eterogenei, ma almeno tre o quattro assieme.
Il Sanna poi ritiene di spaventarmi e di farmi tacere facendo riferimento alla stima che io avrei nel mondo accademico e scientifico. Ma sull’argomento egli tenta di ammucchiare nient’altro che spazzatura, che da una parte scredita chi la mette in movimento, dall’altro dimostra il forte complesso di inferiorità che egli prova nei miei riguardi per il grande divario che vede esistere fra i suoi titoli e quelli miei. E infatti, di contro ai suoi unici titoli che sono la laurea in lettere classiche e la cattedra di latino e greco nei Licei, ci sono due mie lauree, una in lettere classiche e l’altra in filosofia, tre cattedre vinte per le scuole medie inferiori e superiori, tre concorsi universitari affrontati e vinti. E inoltre ci sono una decina di premi nazionali e regionali ottenuti, circa 400 articoli pubblicati in riviste specializzate e soprattutto una quarantina di libri, quasi tutti esauriti e alcuni anche ristampati. Tutti questi miei libri – provo ritegno a dirlo, ma sono costretto a farlo per difendermi dalle maldicenze sanniane - hanno fatto di me senz’alcun dubbio “lo studioso sardo più letto in assoluto nell’ultimo cinquantennio”. Il Sanna poi è stato molto sfortunato a fare riferimento al mio «Il Sardus Pater e i Guerrieri di Monte Prama»: questa mia operetta, fatta en passant, è andata esaurita in soli 6 mesi ed è già in circolazione la II edizione, ampliata e migliorata! Mi citi il Sanna, non certo le sue pochissime e trascurate pubblicazioni, ma un libro di uno studioso sardo che abbia avuto tale e tanto successo editoriale! (E questo spiega alla perfezione la invidia che mi portano certi miei colleghi, autori di pochi scritti e conosciuti soltanto dai loro studenti…).
Provo di certo molto disagio ad elencare i miei titoli e i miei successi, ma non trovo di meglio per rintuzzare le bassezze di questo “epigrafista-omnibus”, cioè di questo che passa con indifferenza e disinvoltura dal latino all’etrusco, dal greco all’ugaritico, dal protosinaitico al fenicio arcaico, dall’aramaico al sumero, ecc. Io non ho mai conosciuto epigrafisti di questa specie; se qualcuno ne ha conosciuto si faccia avanti per segnalarli a noi tutti.
Il Sanna poi continuamente millanta la solidarietà di illustri sconosciuti, insegnamenti universitari che non ha mai tenuto e collaborazioni a prestigiose riviste scientifiche che non ha mai citato…
Per adesso chiudo, ma resto in attesa di altre amenità.