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di Piero Zenoni
Ecco un'altra scritta nuragica (figg.1 e 2: per esteso e con un particolare) ritrovata in un altro nuraghe, stavolta in territorio di Seneghe. L'ho scoperta ai primi di Dicembre dell’anno scorso ed ho informato immediatamente chi di dovere.
Questo a scanso di equivoci e di lingue maligne che potrebbero spuntare come spuntano sempre in questi casi. Neanche il punto preciso del nuraghe posso dire, se non che si trova in un luogo molto significativo per simbologismo architettonico. È difficilissima da notare perché, come quelle del Nuraghe Aiga 1 e Aiga 2 (pubblicate anche in questo Blog dal prof. Gigi Sanna e dal dott. Alessandro Martometti: per quest’ultima v. f. 3), è di aspetto filiforme. È tracciata, cioè, con un punteruolo o un pugnale, in modo da renderla reale ma quasi invisibile. In sintonia cioè con la concezione secondo cui il nome della divinità o lo scritto che si riferisce ad essa, oltre ad essere graffito nei luoghi opportuni, deve essere notato il meno possibile in quanto sacro. Chi passa tra le strutture e i vani del nuraghe, se non sa precisamente dove si trova la breve scritta, difficilmente la nota. Passa oltre senza vederla. A parte la considerazione della difficoltà di individuazione dovuta alla nota oscurità dei vani e, soprattutto, dei più o meno impervi accessi che collegano l’uno con l’altro. Dai caratteri, da quello che ormai so e che ho capito, si nota subito che è antichissima, così come del resto antico è il Nuraghe, perché mostra dei segni protocananaici (v. fig. 4), uno dei quali è attestato nel cosiddetto 'Nuraghetto' di Uras, un sigillo in steatite rinvenuto da uno studente nel lontano 1957 (v. figg. 5 e 6) e nel documento yemenita (v. fig.7) che è stato da poco oggetto di discussione in questo Blog dal momento che esso interessa da vicino numerosissimi segni che si trovano nei documenti protocanaici pubblicati in Sardoa Grammata (2004), in Quaderni Oristanesi (2009, n. 59/60, pp. 5 -34) ed in altre riviste isolane.
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Diamo della scritta il primo segno a partire da sinistra della pietra così che ognuno potrà farsi un’idea della sottigliezza delle linee. Consiglio l’ingrandimento della foto per vederlo meglio. Il rimanente per renderlo più chiaro e leggibile (la fotografia può dare quello che può dare, mentre l'occhio di diverse persone che hanno verificato il tracciato delle lettere è cosa ben diversa ) ma senza forzare minimamente, con il massimo del rispetto delle linee esistenti, la proponiamo ai lettori leggermente sottolineato. Si notano uno ‘shin’ di tipologia nota nel nuragico (si veda ad es. Perdu Pes di Paulilatino e Aiga 2 di Abbasanta) ma con un 'yod' arcaico (protosinaitico) inserito nel corpo dello 'shin'; quindi ancora un 'yod' protocananaico al quale segue il segnetto che chiamerei 'a sgabellino' di cui si è detto sopra, seguito a sua volta da un chiaro segno del 'waw' (di tipologia protosinaitica: ad occhiello ed aggiunta barretta). La sequenza delle lettere però non finisce qui perchè, a mio parere, un altro segno 'a sgabellino' si trova forse agglutinato a quello maggiore. Come si può notare, dal primo segno sino all’ultimo corre una linea (v.fig.1) che è servita allo scriba per tracciarli in modo armonico ed orizzontale. Tuttavia, come si può notare, il segno verticale del ‘yod’ inserito nello ‘shin’ deborda un po’, come deborda la linea verticale destra dello stesso ‘shin’ e qualche altra linea ancora. Quindi ricapitolando, partendo dalla sinistra, si avrebbe la sequenza alfabetica consonantica seguente: Sh + Y + Y + ? + W + ? (v. fig. 4). Sul significato ovviamente non oso pronunciarmi, ma da quello che ho ormai capito dopo l'esposizione di così numerosi documenti (anche in questo Blog) e le frequenti parole in essi contenute, ritengo non improbabile che ci troviamo davanti ad una scritta ‘nascosta’ attinente a quella divinità di origine siro-palestinese che sembrerebbe essere la destinataria delle costruzioni nuragiche templari (i nuraghi) della Sardegna. Ora io spero che quanto prima quello che segnalo qui e che ho segnalato altrove venga studiato e pubblicato dall’istituzione preposta a farlo; studiato come si deve, con ogni dettaglio informativo relativo al documento e con la citazione di dove si trova, il punto della scritta, il nuraghe e il nome dello stesso.
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