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L'articolo di Gigi Sanna scritto per il libro di Leonardo Melis "Shardana - Jenesi degli Urim" di cui sul blog si è anticipata la scoperta fatta a Pozzomaggiore di una seconda ziggurat, dopo quella celeberrima di Monte d'Accodi.
di Gigi Sanna
Trascrizione:
ŠRDN [AB]
'AK ILI H 4 H 'AK YH H H NAHAS 4 H Kaph NR 4
Il documento presenta una scritta con 22 segni in alfabeto nuragico (v. tab.1 e 2) d'ispirazione pittografica orientale 'protosinaitica' ('aleph, yod, resh, nachas, kaf) e 'protocananaica' (dalet, shin, resh, kap). Ma ci sono anche i caratteri 'sardi': yod, hē, ed il simbolo numerico 4 con valore, come vedremo, di 'forza'. Il segno numerico è ripetuto per tre volte alla l. 2, alla l. 4 e alla l. 6. Vedremo che questa disposizione non è accidentale ma voluta dallo scriba per dare maggior senso all'intera scritta. I segni compaiono di dimensioni diverse ed in particolare si nota come più grande degli altri il 'lamed' della seconda linea.
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Le sei ll., hanno rispettivamente 4, 6, 5, 3, 3, 2 segni. Ma la prima con ogni probabilità è mancante di due lettere alfabetiche (v. fig.1). Pertanto in origine la scritta era composta da 24 lettere. La lettura procede da sinistra verso destra, ovvero in senso progressivo, come talvolta nella scrittura nuragica. Dette linee teoriche si presentano tutte manifestamente oblique. Non sembrano comparire segni agglutinati, caratteristica questa della maggior parte dei documenti nuragici sinora rinvenuti (v. fig. 2).
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Il 'contenuto' è diviso in tre settori:
nel primo settore (ll. 1-2-3) si evidenzia la natura taurina della divinità ( 'ak -il-h). nel secondo (l. 4) la natura di 'serpente' (nachas); nel terzo (l.5) la natura 'arborea' e 'celeste', che dà la vita (kaf - nr) . Detti simboli zoomorfi e fitomorfi sono quelli ricorrenti in non pochi dei documenti scritti nuragici e sono riferiti alla divinità Il/El/ILI- Yhwh. Si veda ad es. per il simbolo fitomorfo ancora la scritta di Perdu Pes di Paulilatno (fig.2.) nella quale si trova (penultimo segno nella sinistra) un reš legato ad un ayin. Il logogramma numerico ovvero il 'numero' 4 (le quattro linee verticali tracciate, come si è detto, per tre volte) si trova sempre in fine di linea. Chiaramente i tre simboli, con i 12 segni complessivi, tendono a realizzare il numero 12, numero che allude metonimicamente al sole o šamaš. I 24 segni della scritta, assieme al 12 dato dai tre 'quattro', hanno lo scopo di rendere complessivamente il numero 36; cioè il 12, il numero solare, ripetuto per 'tre' volte. Questa attenzione (quasi 'ossessiva' in certi documenti) dello scriba nuragico per i numeri è spiegabile con il fatto che il 'lusus scribendi' della scuola contempla quasi sempre una scrittura numerica. L'esempio piùcalzante è quello dell'anello sigillo di Pallosu di San Vero Milis che presenta ugualmente 36 lettere, suddivise in 'tre' parti ( fig. 3)
La simbologia numerica però non si ferma qui perché, come si può notare dalla tabella seguente, il numero dei segni, con le linee riportate a due a due, danno 'tre' numeri anch'essi molto presenti come 'logogrammi' nella documentazione epigrafica (e non solo) degli ormai sessanta e più documenti su cui oggi possiamo contare ai fini ermeneutici.
l.1: 6 segni l.2: 6 segni tot. 12 segni ------------------------------- l. 3: 4 segni l.4: 3 segni tot. 7 segni ----------------------------- l. 5: 2 segni l.6: 3 segni tot. 5 segni
Tab. 3
Il primo numero ha valore (quello che abbiamo già visto) di 'sole, šamaš; il secondo di 'santo'; il terzo di 'toro'. Il 'nome' più importante della scritta è quello di 'Il' alla seconda l. (il nome che nella Bibbia precede, di norma, quello di yh o yhwh); il 'nome' del Dio pancananeo e poi israelitico. Detta divinità 'El (ma anche ILI/ILU/ILOY) significa, tenendo conto dei singoli pittogrammi acrofonici, ovvero di 'aleph'+ lamed, 'potere assoluto del toro'. Yh invece significa, soprattutto, 'manifesto' (dall' acrofonia delle voci semitiche yad + halal: 'agitare le mani in segno di supplica) . In realtà, come si può notare, né l'uno né l'altro sono il 'vero' nome; sono invece degli 'appellativi che tendono a spiegare in qualche modo la natura misteriosa del Dio che, in quanto tale, è ritenuto concepito come astrazione assoluta. Questa può essere resa, in qualche modo, solo dai numeri perfetti (o 'santi'), numeri a cui non si può dare alcun nome se non il numero stesso. Ricordare la nota espressione popolare sarda ' su santu doxi' (il 'santo Dodici), quella espressa prima dal 7 e dal 12 nella tabella 3. Pertanto possiamo procedere alla traduzione e alla lettura della scritta, sia di quella manifesta sia di quella nascosta (numerica):
Forza (del) Signore Giudice [padre] toro ('ak) ILI Lui (del) vivificante Bue Api Lui/ Forza (del) serpente Lui/ Forza (della) luce (nr) dell'albero della vita Lui.
Esame analitico del documento e breve esposizione lessicale (con riferimento esemplificativo ad altri documenti scritti nuragici):
linea.1. 'ŠRDN : 'Signore'. V. Stele di Nora l. 4; Ciondolo di Allai, f. 2; Concio di S.Pietro extra muros di Bosa; Sigillo di Quirra (?);
linea 2 'AK : 'toro' (v.Tzricotu. A1, A3, A4, A5; Anello di Narbolia; Vaso del Nuraghe La Prisgiona di Arzachena. Con buona probabilità dalla radice di AGERE (lat.) e AGEIN (gr.). Gli AGOI sono in Omero i'capi, le guide dell'esercito ovvero i ' tori della mandria'. ILI. Divinità cananaica venerata dalle popolazioni nuragiche: v. scritta del frontone del Nuraghe Aidu 'e Entos di Bortigali; la pietra del Nuraghe Losa di Abbasanta (voce 'El). H(e): determinativo: 'Lui'. Numero 4 (IIII): V. bronzetti nuragici (saluto: 4+1); Oschiri (S.Stefano: 4x3); Barchette (le quattro colonnine: 4 +1); nuraghi (quattro torrette: quadrilobati: 4+1) ecc.. Per la scrittura con segni verticali indicanti ciascuno l'unità, v. vaso della 'capanna delle riunioni' del Nuraghe La Prisgiona (v.Fig.4.) di Arzachena (III III: 6: 3+3), il ciondolo di Allai (IIIII: 5: 4+1). linea 3. he: determinativo. V. linea 2. hy: il 'vivificante'. Dal verbo semitico 'hyh'. V. barchetta fittile di Teti (fig.5) e scritta del nuraghe Zuras (fig.6) Logogramma: protome di 'toro con il corno storto', Significato di 'bue api'. V. Tzricotu di Cabras (A1,A3, A4,A5); Barchetta di Teti; Spadino di distinzione dei bronzetti nuragici con 'elsa gammata' (v. fig.7.). linea 4: NACHAS (pittogramma-logogramma): Serpente. Noto segno iconografico simbolico di 'El, Yhwh. Simbolo, soprattutto, del mondo sotterraneo, ctonio -lunare, della divinità. V. per i documenti nuragici sardi la tab. 4
linea 5:
Kaph: (pittogramma -logogramma dell'albero). Ha il significato della 'vita', del 'ciclo' della vita terrena. Logogramma assai frequente nella documentazione scritta nuragica. V. Aiga 1 di Abbasanta; Perdu Pes di Paulilatino; pozzo sacro di Is Cuccuradas di Cardedu, pietra di Norbello (v. fig.8), pietra di Loceri, pietra di Marrubiu, ecc. NR: luce, cielo. NUR 4 (forza celeste). Voce frequentissima della toponomastica sarda (nura, nuragatta, nuraghe, nuray, nurdole, nurattolo, nureci, nura, nuragugume, nuraminis) e attestata nei documenti nuragici. V. pietra del nuraghe Losa di Abbasanta, Tzricotu A3 e A5; anello sigillo di Pallosu di San Vero Milis; barchetta fittile di Teti ; barchetta in bronzo dell'antiquarium arborense di Oristano (v. fig. 9).
Come si è potuto vedere dunque la scrittura del coccio di Pozzomaggiore è composta, così come molto spesso in nuragico (tavolette di Tzricotu di Cabras A1, A3,A4,A5: v. fig.10; anello -sigillo di Pallosu di San Vero Milis; Ciondolo di Allai:v. fig.11; Stele di Nora: v.fig.12; Concio di San Pietro di Bosa:v.fig.13; pietra di Perdu Pes di Paulilatino; barchetta di Teti; Pietra del Nuraghe Pitzinnu di Abbasanta: v.fig.14; ecc.) da segni:
Pittografici (logogrammi): Toro ('ak), Serpente (nachas, coloru), Albero (kaph, arbore + determinativo > arbare-he).
Lineari schematici: resh, dalet, lamed, yod, kaf, hē.
Numerici: il 2, il 3, il 4, il 5, il 6, il 7, il 12, il 24, il 36.
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| Tabella 4 |
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